..... cioè per vedere il filmatino su questo sito web dovrei disattivare il blocca-pubblicità nel mio broswer ??
.... ma non ci penso proprio
ATTENZIONE , ABBIAMO CAMBIATO INDIRIZZO, siamo su http://ermannodonatini.altervista.org
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04 dicembre 2015
16 novembre 2015
2 petizioni su change.org
-- n.b.: questo post è stato modificato in data successiva alla sua prima pubblicazione , vedere in fondo:
Su noto sito change.org specializzato in raccolta di petizioni su Internet , ne sono state create DUE , assolutamente contrarie tra di loro , una è questa
l'altra è questa
Sono state chiaramente pubblicate in tempi diversi (la seconda è meno recente). I contatori dei sostenitori delle rispettive opinioni sono attualmente (ore 10:48 del 16/11/2015 ora italiana) cosi ripartite:
- 12 voti
- 75114 voti
(da considerare , ripeto , i diversi tempi di presentazione / pubblicazione )
Sono curioso di vedere come finisce ....
Aggiornamento sulla petizione
----------------
Aggiornamento del 1 dicembre 2015:Aggiornamento sulla petizione
Consegnate le firme al presidente dell'Ordine dei Giornalisti.
11 novembre 2015
...e non fatevi ridere dietro
Avete presente quella specie di post che da qualche mesetto sta girando su Facebook (veramente girava con qualche variante già nel 2012) e che recita piu o meno cosi:
"ME LO HA CONSIGLIATO ANCHE IL MIO AVVOCATO :
Anche la Guardia di Finanza dice di metterlo.....
ATTENZIONE
A partire da oggi, 01novembre, 2015 alle ore 15,20 ora italiana, non concedo a Facebook (e/o agli enti associati ad esso) il permesso di usare le mie immagini, informazioni o pubblicazioni, sia del passato che del futuro.
Per questa dichiarazione, ricordo a Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire o intraprendere qualsiasi altra azione contro di me, (in base a questo profilo e/o il suo contenuto).
Questo profilo contiene anche mie informazioni private e riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla legge (UCC 1-308-1 1 308-103 e lo statuto di Roma).
Nota: Facebook è ora un'entità pubblica per cui tutti i membri dovrebbero pubblicare una nota come questa sul loro profilo personale."
----------
Credo sìa stato scritto e detto ormai in tutte le lingue ... - vedi qui
PUBBLICARE 'STA PATACCATA SUL PROPRIO PROFILO FACEBOOK E' ASSOLUTAMENTE INUTILE ,
Serve molto probabilmente a suscitare ilarità da parte dei vostri contatti che hanno:
1) Letto bene (e non frettolosamente ) le condizioni d'uso del contratto con Facebook e le hanno accettate coscientemente al momento dell'iscrizione al social.
2) Si sono forse anche un po informati sul contenuto del testo rendendosi conto che :
- NON esiste nessuna legge "UCC 1-308-1 1 308-103" (ed eventuali varianti...)
- Lo Statuto di Roma “definisce i principi fondamentali, la giurisdizione, la composizione e le funzioni degli organi dell’organizzazione internazionale” e non si occupa di privacy
Come pubblica ( qui e qui ) Paolo Attivissimo nel suo blog (riportando un link alla pagina http://www.snopes.com/computer/facebook/privacy.asp ) "... chi si iscrive a Facebook sottoscrive infatti un contratto vincolante,
che non può essere alterato unilateralmente, né da Facebook, né
dall'utente iscritto, senza il consenso di entrambi."
Consiglierei a quel 30/40% dei miei contatti che vedo insistere nel dare visibilità a questa pseudo-bufala di valutare evenualmente di:
1) cambiare Avvocato
2) chiamare la Guardia di Finanza per informarsi se è consigliabile pubblicare l'annuncio.
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07 settembre 2015
Broswer Firefox da aggiornare con rapidità
'Sera a tutti , come forse saprete mi occupo (sempre più spesso) del ripristino al buon funzionamento dei pc di amici e conoscenti.
Il mio compito consiste nel rimediare , quando possibile , ai vari incasinamenti dovuti alla scarsa prudenza nell'uso del pc stesso , nella installazione di programmi di dubbia o scarsa utilità , a antivirus scaduti e/o assenti, ecc.
Il mio compito consiste nel rimediare , quando possibile , ai vari incasinamenti dovuti alla scarsa prudenza nell'uso del pc stesso , nella installazione di programmi di dubbia o scarsa utilità , a antivirus scaduti e/o assenti, ecc.
Al termine di tutto questo di solito installo (se non già presente) il broswer "Firefox" che ritengo essere molto affidabile , ricco di molte funzionalità e facile da usare.
Oggi però leggo nel Blog di Paolo Attivissimo questo post piuttosto allarmistico (riportato integralmente qui sotto).
Scrivo dunque queste poche righe per informare che chi utilizza Firefox deve immediatamente aggiornarlo alla versione di Firefox 40.0.3, pubblicata il 27 agosto scorso.
Questo è quanto scritto da Paolo Attivissimo:
Se usate Firefox aggiornato siete a posto, ma se ne state ancora usando versioni vecchie avete un grosso problema: qualcuno ha avuto accesso all'elenco riservato delle sue falle di sicurezza irrisolte e l'ha sfruttato per creare attacchi informatici. Per un anno intero. Ed è successo perché uno dei manutentori è stato così ingenuo da usare altrove la stessa password che usava per accedere a quest'elenco delicatissimo e se l'è fatta fregare.
L'annuncio, con PDF esplicativo, non mena il can per l'aia: Bugzilla, il sistema informatico utilizzato da Mozilla (la comunità degli sviluppatori di Firefox) per gestire le informazioni sui problemi di sicurezza del popolarissimo browser, è stato violato. L'aggressore è riuscito a procurarsi un accesso all'account di un utente privilegiato di Bugzilla e ha potuto quindi consultare tutte le informazioni riservate sulle falle irrisolte in Firefox e altri software sviluppati da Mozilla. In barba alle regole basilari della sicurezza, l'utente aveva infatti riutilizzato la propria password di Bugzilla su un altro sito (non identificato nell'annuncio), che è stato violato, saccheggiandone le password.
In effetti è un metodo geniale per procurarsi tecniche d'attacco: invece di studiare il software e cercarne faticosamente le falle, basta entrare nell'account di uno sviluppatore di quel software e leggere la documentazione che descrive con precisione le vulnerabilità ancora aperte. E per entrare nell'account dello sviluppatore basta sfruttarne le imprudenze banali.
L'aggressore ha avuto accesso ai dati riservati sicuramente da settembre 2014, ma ci sono indizi che suggeriscono che l'intrusione fosse già in corso da settembre 2013. L'intruso ha consultato ben 185 falle riservate di Firefox, 53 delle quali riguardavano vulnerabilità gravi: di queste, dieci non erano state corrette pubblicamente al momento in cui sono state viste dall'aggressore. Mozilla ritiene che almeno una di queste dieci sia stata sfruttata dall'aggressore per attacchi informatici. Ne aveva parlato ai primi di agosto, senza dire nulla della violazione, annunciando che c'era una pubblicità su un sito russo che attaccava gli utenti di Firefox usando quella falla e ne rubava file sensibili per mandarli a un server situato a quanto pare in Ucraina.
Tutte le falle carpite dall'aggressore sono state risolte con la versione di Firefox 40.0.3, pubblicata il 27 agosto scorso. Se state usando questa versione, questa fuga di dati non ha effetto sulla vostra sicurezza. Se state usando versioni precedenti, datevi una mossa e aggiornatevi.
Adesso che i buoi sono scappati, Bugzilla ha imposto l'uso dell'autenticazione a due fattori per tutti gli sviluppatori e sta limitando l'accesso ai dati più sensibili. Un po' come mettere finalmente una serratura alla porta di casa dopo che sono passati i ladri e hanno trovato la porta aperta. Complimenti vivissimi.
Seguìte dunque il consiglio di Paolo , aggiornate al più presto ...
Oggi però leggo nel Blog di Paolo Attivissimo questo post piuttosto allarmistico (riportato integralmente qui sotto).
Scrivo dunque queste poche righe per informare che chi utilizza Firefox deve immediatamente aggiornarlo alla versione di Firefox 40.0.3, pubblicata il 27 agosto scorso.
Questo è quanto scritto da Paolo Attivissimo:
Se usate Firefox aggiornato siete a posto, ma se ne state ancora usando versioni vecchie avete un grosso problema: qualcuno ha avuto accesso all'elenco riservato delle sue falle di sicurezza irrisolte e l'ha sfruttato per creare attacchi informatici. Per un anno intero. Ed è successo perché uno dei manutentori è stato così ingenuo da usare altrove la stessa password che usava per accedere a quest'elenco delicatissimo e se l'è fatta fregare.
L'annuncio, con PDF esplicativo, non mena il can per l'aia: Bugzilla, il sistema informatico utilizzato da Mozilla (la comunità degli sviluppatori di Firefox) per gestire le informazioni sui problemi di sicurezza del popolarissimo browser, è stato violato. L'aggressore è riuscito a procurarsi un accesso all'account di un utente privilegiato di Bugzilla e ha potuto quindi consultare tutte le informazioni riservate sulle falle irrisolte in Firefox e altri software sviluppati da Mozilla. In barba alle regole basilari della sicurezza, l'utente aveva infatti riutilizzato la propria password di Bugzilla su un altro sito (non identificato nell'annuncio), che è stato violato, saccheggiandone le password.
In effetti è un metodo geniale per procurarsi tecniche d'attacco: invece di studiare il software e cercarne faticosamente le falle, basta entrare nell'account di uno sviluppatore di quel software e leggere la documentazione che descrive con precisione le vulnerabilità ancora aperte. E per entrare nell'account dello sviluppatore basta sfruttarne le imprudenze banali.
L'aggressore ha avuto accesso ai dati riservati sicuramente da settembre 2014, ma ci sono indizi che suggeriscono che l'intrusione fosse già in corso da settembre 2013. L'intruso ha consultato ben 185 falle riservate di Firefox, 53 delle quali riguardavano vulnerabilità gravi: di queste, dieci non erano state corrette pubblicamente al momento in cui sono state viste dall'aggressore. Mozilla ritiene che almeno una di queste dieci sia stata sfruttata dall'aggressore per attacchi informatici. Ne aveva parlato ai primi di agosto, senza dire nulla della violazione, annunciando che c'era una pubblicità su un sito russo che attaccava gli utenti di Firefox usando quella falla e ne rubava file sensibili per mandarli a un server situato a quanto pare in Ucraina.
Tutte le falle carpite dall'aggressore sono state risolte con la versione di Firefox 40.0.3, pubblicata il 27 agosto scorso. Se state usando questa versione, questa fuga di dati non ha effetto sulla vostra sicurezza. Se state usando versioni precedenti, datevi una mossa e aggiornatevi.
Adesso che i buoi sono scappati, Bugzilla ha imposto l'uso dell'autenticazione a due fattori per tutti gli sviluppatori e sta limitando l'accesso ai dati più sensibili. Un po' come mettere finalmente una serratura alla porta di casa dopo che sono passati i ladri e hanno trovato la porta aperta. Complimenti vivissimi.
Seguìte dunque il consiglio di Paolo , aggiornate al più presto ...
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16 gennaio 2015
... per Natale vi siete regalati una "SMART-TV" ???... OCCHIO
La TV che ci spìa ?? SI. Quello che solo pochi anni fa era considerata fantascienza oggi esiste. Prendendo spunto da un'articolo scritto da Paolo Attivissimo nel suo Blog mi sono fatto un giretto in rete per recuperare altre informazioni.
Qui un breve filmato tratto da Youtube:
Se si fa una breve ricerca con Google digitando le parole chiave "spy smart tv privacy" si trovano molti articoli/commenti e/o post sui vari social-network che descrivono la situazione.
Quindi , vi siete regalati una Smart/Tv per Natale ?? stateci attenti ad utilizzarla correttamente , magari disattivando tutti i servizi che non utilizzate.
Il Grande Fratello a rovescio ...........
p.s.: Paolo (Attivissimo) permette di replicare i suoi articoli , riporto qui sotto quanto da lui pubblicato il 7 novembre 2014:
-----------------------------
Se avete acquistato una “smart TV”, vi siete mai fermati a leggere le
sue condizioni di gestione dei vostri dati personali? Probabilmente no.
Probabilmente non immaginavate neanche che un televisore avesse delle
condizioni del genere.
Ma le ha, e sono sorprendentemente invadenti e soprattutto vengono cambiate unilateralmente. In pratica, se comprate una “smart TV”, pagate per farvi schedare e spiare: quello che dite mentre il televisore è acceso verrà registrato. Non dai criminali informatici, ma dai produttori di questi dispositivi.
È un problema segnalato da varie fonti, come Techdirt e Salon, i cui esperti si sono presi la briga di leggere le tediosissime pagine informative sulla privacy che accompagnano questi e altri dispositivi “smart”. Per esempio, l'informativa generale di Samsung dice che Samsung “usa tecnologie... che consentono di sapere quando avete visto uno specifico contenuto o una specifica mail” e registra “le app che usate, i siti Web che visitate, e come interagite con i contenuti.”
Non è finita. La seguente perla è presente in questo documento sulla privacy di Samsung, specifico per le Smart TV: “Siete pregati di tenere presente che se le vostre parole pronunciate includono informazioni personali o altre informazioni sensibili, tali informazioni faranno parte dei dati catturati e trasmessi a terzi tramite il vostro uso del Riconoscimento Vocale.”
In pratica, se usate le funzioni di riconoscimento vocale incorporate nelle “smart TV”, state attenti a quello che dite quando siete davanti alla TV accesa, perché il riconoscimento non viene effettuato localmente, sul televisore: quello che dite viene trasmesso via Internet a “terzi” (imprecisati), che lo analizzano e convertono al volo in comandi.
Come se tutto questo non bastasse, i fabbricanti delle “smart TV” possono cambiare le proprie regole di gestione dei dati personali dopo che avete acquistato l'apparecchio: Techdirt riferisce che LG, per esempio, ha inviato a maggio 2014 un aggiornamento software ad alcune sue “smart TV” che conteneva una modifica di questo genere. L'utente si è trovato obbligato a scegliere fra perdere le funzioni “smart” regolarmente pagate all'acquisto, e quindi trovarsi con un televisore menomato, e consegnare a LG e ai soliti “terzi” (sempre imprecisati) una quantità esagerata di dati personali, comprese “le parole usate per cercare contenuti, i dettagli delle azioni compiute durante la visione (per esempio riproduzione, stop, pausa, eccetera), la durata di visione del contenuto”.
Se a qualcuno tutto questo fa venire in mente 1984 di Orwell, non è il solo, ma ci sono differenze importanti: nella realtà siamo noi a pagare per farci mettere in casa il teleschermo che ci cataloga, ci scheda e ci timbra, e la sorveglianza non è imposta da un governo totalitario, ma viene spinta di soppiatto dai social network e dalle agenzie pubblicitarie. E noi la abbracciamo felici. Neppure Orwell era riuscito a immaginare un futuro così.
Soluzioni? Ce ne sono poche, per ora: non comperare una “smart TV” ma un televisore normale, oppure comperarla ma non collegarla a Internet o filtrarne la connessione e perdere così la maggior parte delle sue funzioni. E intanto far conoscere l'esistenza del problema.
Ma le ha, e sono sorprendentemente invadenti e soprattutto vengono cambiate unilateralmente. In pratica, se comprate una “smart TV”, pagate per farvi schedare e spiare: quello che dite mentre il televisore è acceso verrà registrato. Non dai criminali informatici, ma dai produttori di questi dispositivi.
È un problema segnalato da varie fonti, come Techdirt e Salon, i cui esperti si sono presi la briga di leggere le tediosissime pagine informative sulla privacy che accompagnano questi e altri dispositivi “smart”. Per esempio, l'informativa generale di Samsung dice che Samsung “usa tecnologie... che consentono di sapere quando avete visto uno specifico contenuto o una specifica mail” e registra “le app che usate, i siti Web che visitate, e come interagite con i contenuti.”
Non è finita. La seguente perla è presente in questo documento sulla privacy di Samsung, specifico per le Smart TV: “Siete pregati di tenere presente che se le vostre parole pronunciate includono informazioni personali o altre informazioni sensibili, tali informazioni faranno parte dei dati catturati e trasmessi a terzi tramite il vostro uso del Riconoscimento Vocale.”
In pratica, se usate le funzioni di riconoscimento vocale incorporate nelle “smart TV”, state attenti a quello che dite quando siete davanti alla TV accesa, perché il riconoscimento non viene effettuato localmente, sul televisore: quello che dite viene trasmesso via Internet a “terzi” (imprecisati), che lo analizzano e convertono al volo in comandi.
Come se tutto questo non bastasse, i fabbricanti delle “smart TV” possono cambiare le proprie regole di gestione dei dati personali dopo che avete acquistato l'apparecchio: Techdirt riferisce che LG, per esempio, ha inviato a maggio 2014 un aggiornamento software ad alcune sue “smart TV” che conteneva una modifica di questo genere. L'utente si è trovato obbligato a scegliere fra perdere le funzioni “smart” regolarmente pagate all'acquisto, e quindi trovarsi con un televisore menomato, e consegnare a LG e ai soliti “terzi” (sempre imprecisati) una quantità esagerata di dati personali, comprese “le parole usate per cercare contenuti, i dettagli delle azioni compiute durante la visione (per esempio riproduzione, stop, pausa, eccetera), la durata di visione del contenuto”.
Se a qualcuno tutto questo fa venire in mente 1984 di Orwell, non è il solo, ma ci sono differenze importanti: nella realtà siamo noi a pagare per farci mettere in casa il teleschermo che ci cataloga, ci scheda e ci timbra, e la sorveglianza non è imposta da un governo totalitario, ma viene spinta di soppiatto dai social network e dalle agenzie pubblicitarie. E noi la abbracciamo felici. Neppure Orwell era riuscito a immaginare un futuro così.
Soluzioni? Ce ne sono poche, per ora: non comperare una “smart TV” ma un televisore normale, oppure comperarla ma non collegarla a Internet o filtrarne la connessione e perdere così la maggior parte delle sue funzioni. E intanto far conoscere l'esistenza del problema.
© 2014 by Paolo Attivissimo ( http://disinformatico.info ). Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.
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20 ottobre 2014
riporto e commento
Da "Corriere della Sera" del 20 ottobre 2014
(i miei commenti in colore viola)
.............................................................................................
La mail pirata attacca i Comuni
E il riscatto va pagato in bitcoin
Parte dalla Russia e beffa gli antivirus, decine di amministrazioni colpite in Italia
di Giuseppe Guastella
MILANO L’anagrafe non può più rilasciare i certificati, la contabilità non riesce a pagare, il protocollo è fermo perché anche lì i documenti sono bloccati: sono gli effetti del virus informatico di ultima generazione che sta infestando i pc di decine di Comuni in tutta Italia.
> ultima generazione ? erano gia in giro nel 2008 (http://attivissimo.blogspot.it/2008/06/ransomware.html)
Per eliminarlo si deve pagare un riscatto: 400 euro, ovviamente in bitcoin, il doppio se lo si fa dopo tre giorni.
> bitcoin ?? , questa si che è una novità ...
Arriva da San Pietroburgo (Russia) l’ultimo «ransomware» (dall’inglese ransom : riscatto) che da mercoledì si sta diffondendo a macchia d’olio attraverso le reti informatiche dei Comuni. Solo alcuni antivirus hanno già fatto in tempo ad aggiornarsi e a bloccarlo. Dopo aver rubato la rubrica di posta elettronica di un qualche ufficio in una qualunque città, che spesso contiene gli indirizzi di altri Comuni, il virus spedisce a nome dello stesso ufficio il file «Compenso.Pdf» seguito da una lunga linea continua.
> errato , il nome dell'allegato è "Compenso.pdf.exe" . E' colpa del sistema operativo installato nel PC che riceve l'Email che , essendo configurato in maniera non corretta , "nasconde" le estensioni dei file allegati
Provenendo da un indirizzo insospettabile e facendo pensare a un qualche pagamento, molti impiegati lo aprono senza rendersi conto che alla fine della linea continua, nascosto oltre la schermata, c’è la pericolosissima estensione «.exe».
> come sopra ... solitamente il sistema operativo Windows di Microsoft è , per default , configurato per "nascondere le estensione dei file conosciuti" , ciò però porta l'utente disattento ad essere ingannato poichè , riferendomi all'esempio indicato dal Corriere , il file "Compenso.pdf.exe" viene visualizzato come "Compenso.pdf" essendo appunto l'estensione "exe" nascosta.
L'estensione del nome "exe" (sulla piattaforma Windows) rappresenta un file di tipo 'eseguibile' per cui cliccando con il mouse sul nome stesso viene appunto lanciata l'esecuzione del programma ... con tutte le conseguenze del caso (vedi subito qui sotto)
Non è un documento, ma un programma che immediatamente cripta nei pc e nei server i file documenti pfd, word o excel, ma anche le foto, rendendoli inutilizzabili. «Una cosa inimmaginabile che ci ha bloccati per tre giorni. Avevamo l’antivirus, ma non è bastato», racconta Maria Grazia Mazzolari, segretario comunale a Bussoleno (Torino), centro di poco più di seimila anime in Val di Susa noto per le proteste sulla Tav.
«I pc continuano a funzionare, i documenti sono ancora al loro posto ma non si aprono e nelle cartelle compaiono dei file dal nome preoccupante “decript_instructions.html”», spiega Paolo Dal Checco della Di.Fo.B., lo studio di consulenza informatica forense che collabora con le Procure in molte inchieste, come quelle sull’ Expo a Milano, sulla Concordia a Grosseto e sul Mose a Venezia e che sta fornendo assistenza a molti dei Comuni infettati. «Solo chi ha una copia di riserva dei documenti si salva, gli altri devono pagare i criminali» aggiunge il collega Giuseppe Dezzani.
> come come ??: "solo chi ha una copia di riserva" .... perchè ci sono sistemi informatici installati presso la Pubblica Amministrazione che NON hanno copie di riserva ??
In che modo? Sullo schermo appare un messaggio che invita ad acquistare un «software di decodifica» per 400 euro in bitcoin, spiegando anche come fare. «Purtroppo - dice Dal Checco - il sistema bitcoin prevede che le transazioni e gli indirizzi su cui vengono fatte, una sorta di Iban, siano pubblici, ma non c’è modo di attribuire un indirizzo a un nome». Monitorando due di questi indirizzi, la Di.Fo.B. ha scoperto che i cybercriminali in soli 5 giorni «hanno incassato circa 100 mila dollari».
> e ci mancherebe che questi fossero facili da rintracciare , fanno semplicemente il loro mestiere di ladri
Dopo averle provate tutte, mercoledì a Bussoleno hanno deciso di mettere mano al portafoglio. «Abbiamo fatto una colletta tra noi in attesa di capire come giustificare la spesa. Dopo che abbiamo pagato hanno anche avuto la spudoratezza di invitarci a contattarli nel caso avessimo altri problemi», racconta Mazzolari che sta preparando una denuncia alla Procura di Torino.
> cioè dopo aver pagato vi hanno anche preso per il culo
«Fare attenzione - avverte Dezzani - alle mail, anche quelle di amici questa mattina, quando gli uffici dei Comuni riapriranno dopo il fine settimana. C’è il rischio che il fenomeno prenda un risvolto esponenziale».
> l'attenzione non è mai troppa
.............................................................................................
(i miei commenti in colore viola)
.............................................................................................
La mail pirata attacca i Comuni
E il riscatto va pagato in bitcoin
Parte dalla Russia e beffa gli antivirus, decine di amministrazioni colpite in Italia
di Giuseppe Guastella
MILANO L’anagrafe non può più rilasciare i certificati, la contabilità non riesce a pagare, il protocollo è fermo perché anche lì i documenti sono bloccati: sono gli effetti del virus informatico di ultima generazione che sta infestando i pc di decine di Comuni in tutta Italia.
> ultima generazione ? erano gia in giro nel 2008 (http://attivissimo.blogspot.it/2008/06/ransomware.html)
Per eliminarlo si deve pagare un riscatto: 400 euro, ovviamente in bitcoin, il doppio se lo si fa dopo tre giorni.
> bitcoin ?? , questa si che è una novità ...
Arriva da San Pietroburgo (Russia) l’ultimo «ransomware» (dall’inglese ransom : riscatto) che da mercoledì si sta diffondendo a macchia d’olio attraverso le reti informatiche dei Comuni. Solo alcuni antivirus hanno già fatto in tempo ad aggiornarsi e a bloccarlo. Dopo aver rubato la rubrica di posta elettronica di un qualche ufficio in una qualunque città, che spesso contiene gli indirizzi di altri Comuni, il virus spedisce a nome dello stesso ufficio il file «Compenso.Pdf» seguito da una lunga linea continua.
> errato , il nome dell'allegato è "Compenso.pdf.exe" . E' colpa del sistema operativo installato nel PC che riceve l'Email che , essendo configurato in maniera non corretta , "nasconde" le estensioni dei file allegati
Provenendo da un indirizzo insospettabile e facendo pensare a un qualche pagamento, molti impiegati lo aprono senza rendersi conto che alla fine della linea continua, nascosto oltre la schermata, c’è la pericolosissima estensione «.exe».
> come sopra ... solitamente il sistema operativo Windows di Microsoft è , per default , configurato per "nascondere le estensione dei file conosciuti" , ciò però porta l'utente disattento ad essere ingannato poichè , riferendomi all'esempio indicato dal Corriere , il file "Compenso.pdf.exe" viene visualizzato come "Compenso.pdf" essendo appunto l'estensione "exe" nascosta.
L'estensione del nome "exe" (sulla piattaforma Windows) rappresenta un file di tipo 'eseguibile' per cui cliccando con il mouse sul nome stesso viene appunto lanciata l'esecuzione del programma ... con tutte le conseguenze del caso (vedi subito qui sotto)
Non è un documento, ma un programma che immediatamente cripta nei pc e nei server i file documenti pfd, word o excel, ma anche le foto, rendendoli inutilizzabili. «Una cosa inimmaginabile che ci ha bloccati per tre giorni. Avevamo l’antivirus, ma non è bastato», racconta Maria Grazia Mazzolari, segretario comunale a Bussoleno (Torino), centro di poco più di seimila anime in Val di Susa noto per le proteste sulla Tav.
«I pc continuano a funzionare, i documenti sono ancora al loro posto ma non si aprono e nelle cartelle compaiono dei file dal nome preoccupante “decript_instructions.html”», spiega Paolo Dal Checco della Di.Fo.B., lo studio di consulenza informatica forense che collabora con le Procure in molte inchieste, come quelle sull’ Expo a Milano, sulla Concordia a Grosseto e sul Mose a Venezia e che sta fornendo assistenza a molti dei Comuni infettati. «Solo chi ha una copia di riserva dei documenti si salva, gli altri devono pagare i criminali» aggiunge il collega Giuseppe Dezzani.
> come come ??: "solo chi ha una copia di riserva" .... perchè ci sono sistemi informatici installati presso la Pubblica Amministrazione che NON hanno copie di riserva ??
In che modo? Sullo schermo appare un messaggio che invita ad acquistare un «software di decodifica» per 400 euro in bitcoin, spiegando anche come fare. «Purtroppo - dice Dal Checco - il sistema bitcoin prevede che le transazioni e gli indirizzi su cui vengono fatte, una sorta di Iban, siano pubblici, ma non c’è modo di attribuire un indirizzo a un nome». Monitorando due di questi indirizzi, la Di.Fo.B. ha scoperto che i cybercriminali in soli 5 giorni «hanno incassato circa 100 mila dollari».
> e ci mancherebe che questi fossero facili da rintracciare , fanno semplicemente il loro mestiere di ladri
Dopo averle provate tutte, mercoledì a Bussoleno hanno deciso di mettere mano al portafoglio. «Abbiamo fatto una colletta tra noi in attesa di capire come giustificare la spesa. Dopo che abbiamo pagato hanno anche avuto la spudoratezza di invitarci a contattarli nel caso avessimo altri problemi», racconta Mazzolari che sta preparando una denuncia alla Procura di Torino.
> cioè dopo aver pagato vi hanno anche preso per il culo
«Fare attenzione - avverte Dezzani - alle mail, anche quelle di amici questa mattina, quando gli uffici dei Comuni riapriranno dopo il fine settimana. C’è il rischio che il fenomeno prenda un risvolto esponenziale».
> l'attenzione non è mai troppa
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22 gennaio 2014
regole e educazione
Girovagando per la Rete mi sono imbattuto in questo interessante articolo sul Corriere della Sera dove si racconta di una mamma americana , Sign.ra Janell Burley Hofmann (una blogger molto conosciuta che scrive tra l'altro anche sul Huffington Post ) che , avendo regalato l' iPhone al proprio figlio adolescente ha pensato di allegare al regalo stesso una sorta di contratto d'uso le cui condizioni sono piuttosto restrittive.
Mi è venuto in mente quello che scrivevo qui qualche giorno fà quando , riportando un post di Paolo Attivissimo , volevo sottolineare la - troppo spesso - scarsa attenzione da parte degli adulti quando si mette in mano a dei ragazzini questi moderni aggeggi tecnologici
Queste l'elenco delle regole della Sig.ra Hofmann:
- Il telefono è mio. L’ho comprato io. L’ho pagato io. In sostanza te lo sto prestando. Sono meravigliosa o no?
- Saprò sempre la password
- Se squilla, rispondi. È un telefono. Dì ciao, usa le buone maniere. Non ignorare mai una chiamata da mamma e papà. Mai
- Consegna il telefonino ai genitori alle 19.30 nei giorni di scuola, e alle 21 nei weekend. Sarà spento la notte e riacceso alle 7.30 di mattina. Se c’è un momento in cui non ti verrebbe da chiamare qualcuno sul suo telefono fisso perché temi che potrebbero rispondere i suoi genitori, allora non chiamare o non scrivere messaggi. Dai retta all’istinto e rispetta le altre famiglie come noi vorremmo essere rispettati
- Il telefono non viene a scuola con te. Parla di persona con le persone a cui mandi messaggi. È una cosa importante nella vita. I giorni in cui esci prima da scuola, le gite e le attività pomeridiane saranno considerate caso per caso
- Se cade nel water, va in pezzi cadendo a terra o svanisce nel nulla, tu sei responsabile per i costi di riparazione o sostituzione. Taglia l’erba, fai il babysitter, metti da parte i soldi che ti regalano al compleanno. Se dovesse succedere devi essere pronto
- Non usare la tecnologia per mentire, deridere o ingannare un altro essere umano. Non farti coinvolgere in conversazioni che possono far male a qualcun altro. Sii un buon amico e non ti mettere nei guai
- Non scrivere o dire nulla attraverso questo dispositivo che non avresti detto di persona
- Non scrivere o dire nulla che non avresti detto in presenza dei tuoi genitori. Censurati
- No porno. Cerca informazioni sul web di cui discuteresti apertamente con me. E se hai domande particolari, chiedi a me, o magari a papà
- Spegnilo, rendilo silenzioso, mettilo via quando sei in pubblico. Specialmente al ristorante, al cinema o mentre parli con un altro essere umano. Non sei una persona maleducata, non permettere all’iPhone di trasformarti
- Non inviare immagini delle tue parti intime, o di qualcun altro. Non ridere. Un giorno sarai tentato di farlo malgrado la tua notevole intelligenza. È pericoloso e potrebbe rovinare la tua vita di adolescente e di adulto. È sempre una cattiva idea. Il cyberspazio è vasto e più potente di te. Ed è difficile far scomparire qualcosa del genere, tra cui una cattiva reputazione
- Non fare miliardi di foto e video. Non c’è bisogno di documentare tutto. Vivi le tue esperienze. Saranno salvate nella tua memoria per sempre
- Lascia il telefono a casa qualche volta e sentiti sicuro di questa scelta. Non è vivo e non è una tua estensione. Impara a vivere senza di esso. Sii più grande e potente della FOMO – fear of missing out (PSTM, la paura di sentire la sua mancanza)
- Scarica musica nuova o classica o diversa da quella che ascoltano milioni di tuoi coetanei. La tua generazione ha un accesso alla musica come nessuno prima di essa. Approfitta di questo dono. Espandi i tuoi orizzonti
- Ogni tanto gioca a qualche gioco di parole o di logica che stimoli la tua mente
- Tieni gli occhi su. Guarda ciò che avviene intorno a te. Guarda fuori dalla finestra. Ascolta gli uccellini. Fai una passeggiata. Parla a uno sconosciuto. Fatti domande senza cercare risposte su Google
- Farai qualche casino. Ti confischerò il telefono. Ci metteremo seduti e ne parleremo. Ricominceremo. Io e te continuiamo sempre a imparare qualcosa di nuovo. Faccio parte della tua squadra. Siamo insieme in questo. La mia speranza è che tu possa essere d’accordo su questi punti. Molte delle lezioni elencate qua sopra non si applicano solo all’iPhone, ma alla vita. Stai crescendo in un mondo veloce e in continuo cambiamento. E’ eccitante e attraente. Non ti complicare le cose quando puoi. Fidati della tua testa e del tuo grande cuore più di qualsiasi apparecchio. Ti voglio bene. Spero ti divertirai con il tuo nuovo e fantastico iPhone
25 dicembre 2013
Consigli dopo l'acquisto
Questa mattina leggevo un' interessante articolo scritto da Paolo Attivissimo a proposito di come ci si deve comportare quando si ha a che fare per la prima volta di uno smartphone. Siccome Paolo permette di ripubblicare i suo scritti ho pensato riportare qui sotto l'intero contenuto, eccolo:
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Se regalate il primo smartphone o tablet per Natale ai vostri figli...
Magari vi è venuta l'idea di regalare per la prima volta uno smartphone
ai vostri figli e non sapete da che parte cominciare con le
raccomandazioni. Magari non immaginate neanche che servano delle
raccomandazioni. Complimenti: avete appena messo in mano ai vostri
pargoli l'equivalente digitale di una motosega senza il paramani e senza
il manuale d'istruzioni.
Naked Security ha pubblicato una bella serie di miniguide all'uso dei controlli parentali per Android, iOS, OS X Mavericks, Windows 7, Windows 8 e in generale. Purtroppo sono in inglese, ma le segnalo lo stesso insieme alle mie raccomandazioni personali ai neoutenti. Spero che mi perdonerete il tono un po' informale.
- Attivate il GPS solo per le app necessarie. Con pochissime eccezioni, serve soltanto ai pubblicitari e agli stalker per pedinarvi e localizzarvi meglio. E consuma batteria. Usatelo soltanto per le app di navigazione o per localizzare un telefonino/tablet smarrito.
- Controllate spesso che siano disattivati il roaming per voce e dati. Altrimenti la bolletta rischia di essere salatissima.
- Craccare o fare jailbreak per mettere app a scrocco è stupido, non è cool: vuol dire che siete taccagni. Non pagare ai programmatori i pochi euro che servono per comperare un'app di gioco è da sfigati.
- Fate un backup dei vostri dati. Se vi rubano il tablet o smartphone o se si rompe, si guasta o vi cade, magari in acqua, e non avete una copia di scorta dei dati, le vostre foto sono perse per sempre insieme a tutti gli altri dati.
- Non installate app senza un buon motivo. Le app inutili fanno perdere tempo, rallentano il funzionamento e spesso rubano dati personali o password oppure mandano SMS/MMS a pagamento. Voi pagate, loro incassano.
- Occhio agli acquisti in-app. Magari il giochino è gratis, ma gli accessori si pagano. Il fatto che basti fare clic o toccare OK non significa che non siano soldi veri. Disattivate gli acquisti in-app o proteggeteli con una password.
- Specialmente se usate Android, installate un antivirus, per esempio quello di Sophos.
- Sappiate che siete tracciati. Sempre. La polizia e gli specialisti della Rete sanno sempre come identificarvi, se fate qualcosa di illegale. Se non vi difendete, lo sapranno anche i pubblicitari e i molestatori. Non pensate mai di essere anonimi. Non lo siete.
- Usate nomi falsi per gli account di qualunque app o servizio “social”. Non mettete mai nome e cognome: diventa troppo facile trovarvi per qualunque rompiballe.
- Non parlate/chattate con gli sconosciuti. Là fuori ci sono truffatori e molestatori senza scrupoli, e sono molto abili. Vi fregheranno, anche se voi credete di saperli riconoscere. Lo so: lo faccio per lavoro. La soluzione più semplice è non dare corda e bloccarli.
- Non fidatevi delle promesse di privacy di Facebook, WeChat, Instagram, SnapChat e simili. Qualunque foto, una volta che l'avete messa in Rete, può essere salvata, copiata e inviata a chiunque. Qualunque messaggio, per quanto “privato”, può essere intercettato, copiato e ripubblicato. Internet è piena di figuracce fatte in questo modo. Cancellare gli originali non serve a niente.
- Ricordate che una foto messa online ci resta per sempre. Fra cinque anni, quella vostra fotografia con la bocca a sedere d'anatra, in posa gangsta o con la felpa di Miley Cyrus sarà imbarazzante come la T-shirt di Julio Iglesias di vostra madre. Anche se la cancellate, gli amici ne faranno copie. Sì, anche di quella in cui avete il pisello in mostra. La vedranno i datori di lavoro ai vostri colloqui. Non fatela, che è meglio.
- Non lasciate incustodito il vostro smartphone o tablet. Costa, specialmente se è un iCoso, e i ladri lo smerciano facilmente. Contiene tutti i vostri fatti personali, che fanno gola ai vostri compagni di scuola. Tenetelo sempre addosso o al sicuro e bloccatelo con un PIN.
- Tutto quello che è gratis si paga. Non come soldi, ma sotto forma di ficcanaseria. WhatsApp si legge tutti i numeri delle vostra rubrica telefonica, per esempio. Se giocate a Candy Crush, l'app vi userà per farsi pubblicità avvisando tutti i vostri amici che ci state giocando (magari in un momento in cui non dovreste).
- Non fate agli altri quello che non vorreste che gli altri facessero a voi. È facile prendere in giro qualcuno pesantemente o insultarlo al riparo dello schermo. È anche molto vigliacco.
- Qualunque proposta troppo bella per essere vera non è vera. La bella ragazza che si offre a voi su Chatroulette e vi invita a fare sesso virtuale è probabilmente un truffatore che vi registrerà mentre vi masturbate e vi ricatterà per non diffondere il video. Benvenuti nella realtà.
- Non credete a tutto quello che leggete su Internet. Neanche se ve lo dicono gli amici: probabilmente si sono fatti abbindolare anche loro da qualche storia sensazionale ma fasulla. Pensate con la vostra testa e informatevi prima di diffondere qualunque cosa.
- Usate Internet per imparare, non solo per cazzeggiare. Avete a disposizione tutto il sapere dell'umanità. Avete un privilegio che nessuna generazione, prima di voi, ha mai avuto. Non sprecatevi giocando a Ruzzle.
- La gente è stronza. Più di quello che immaginate. Più di quello che potete immaginare. Non datele la corda con la quale impiccarvi.
- Non fate cazzate. E divertitevi.
© 2013 by Paolo Attivissimo ( http://disinformatico.info ). Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.
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Quanto scritto mi trova completamente d'accordo e i consigli di Paolo sono sicuramente da seguire.
Ricordarsi SEMPRE di stare sempre più che attenti ... la Rete oltre che essere un mondo immenso di informazioni utili è , purtroppo, fatta da uomini (a volte individui davvero senza scrupoli ) che non vedono l'ora di fregare il prossimo utilizzando modi e metodi molto subloli .... occhio e .. colpo in canna (virtuale) ...
...ah ... Buone Feste a tutti
02 luglio 2013
contratti online
..... no , non ho messo l'immagine qui a lato per fare pubblicità al gestore telefonico Telecom .... è solo che volevo segnalare una cosetta che potrebbe rivelarsi , forse , spiacevole.
Prestare attenzione, se vi arrivano delle chiamate sul Vostro cellulare (non saprei dire se succede anche verso le linee fisse) dai i seguenti numeri chiamanti:
081 5406592 (8 chiamate al mio numero di cellulare)
oppure
087 5701026 (6 chiamate verso il numero della mia Signora)
Se si risponde poi l'operatore dall'altra parte si presenterà come "Telecom" e vorrà offrirvi quelche tipo di contratto e/o proposta commerciale.
Personalmente non ho mai risposto perchè , casualmente , nel momento che mi chiamavano ero sempre fuori rete , però poi vedendo la chiamata ho tentato di richiamare (non sapendo di chi si trattava) .... il numero non è raggiungibile (... ma và là !!..).
A mia moglie questa matttina tre chiamate sul suo numero di cellulare, una volta ha risposto e ha fatto questa domanda a chi la stava contattando: "come fate a conoscere il mio numero ??" la risposta dell'operatore è stata: 'ma signora , in quanto utente Telecom per forza lo conosciamo .....' . Mia moglie non è stata MAI intestataria di nessun contratto con Telecom !!!!
Una volta poi a casa , incuriosito , ho provato a mettere la frase "chiamate da telecom 081" su 'san google' ed il risultato è stato una valanga di gente che ha avuto piu o meno la stessa esperienza ... da numeri anche diversi , ma con lo stesso tipo di approccio commerciale ... sfruttare il nome "Telecom" per proporre offerte commerciali.
ocio.............
15 marzo 2013
Posta Elettronica Certificata con Aruba.it
Buongiorno a tutti , in questo post vorrei descrivere come configurare correttamente il client di posta "Thunderbird" ( http://bit.ly/WC1tHv ) per utilizzarlo per il servizio PEC (Posta Elettronica Certificata) offerto dal gestore 'aruba.it' ( www.aruba.it ).
Ho creato 2 brevi documenti:
- http://bit.ly/YvMWyb - presentazione per OpenOffice , scaricare da questo link , aprire il file con Impress di OpenOffice , premere F5 per avviare la presentazione
- http://bit.ly/WjB474 - in formato PDF , scaricare da questo link e aprire con qualsiasi lettore PDF compatibile.
Spero possa essere utile a qualcuno.
09 agosto 2012
Wi-Fi Meldola , problema registrazioni ??
Mi arrivano da più parti richieste su come registrarsi correttamente al portale Wi-Fi del Comune di Meldola , sembra che qualcuno non riesca ad entrare e/o comunque a registrarsi....

.... effettivamente ho notato che se si entra per la prima volta nel sistema wi-fi appena installato dalla nostra Amministrazione utilizzando uno Smartphone e/o un Tablet con sistema operativo "Android" (made in Google) volendo compilare con i propri dati il modulo richiesto per la registrazione al fine di ottenere le credenziali di accesso e navigazione , la stessa NON avviene correttamente , anzi , non avviene affatto.
Il problema (non saprei dire se trattasi di un bug del software che amministra gli accessi o di un'errata configurazione) è che quando all'interno della pagina da compilare si deve indicare il proprio numero telefonico per ricevere l'SMS con i dati di accesso il sistema stesso NON accetta come paese l'Italia (prefisso telefonico internazionale +39 ) ma rimane inopinatamente su "Vaticano" , e ciò non permette di proseguire correttamente la registrazione stessa ....
In attesa si risolva il piccolo inghippo consiglierei momentaneamente di effettuare la prima registrazione al portale accedendo allo stesso utilizzando un pc con installato Windows e/o Linux (Ubuntu , Mint , Mandriva , ecc ) , personalmente ho testato questi sistemi e non ci sono errori nella compilazione del modulo di registrazione ... poi una volta ricevuto l'SMS contenente l'USER e la PASSWORD è possibile entrare e utilizzare la rete Wi-Fi (quindi navigare in Internet) con qualsiasi altro Sistema Operativo
Non ho provato con Sistemi Operativi Apple (Ipad , Iphone , ecc).
26 luglio 2012
Internet larga banda ? per la zone dove l'adsl è un miraggio
Spot pubblicitario : alcuni impianti come questo sono stati da me installati con soddisfazione del Cliente .... come recita il titolo 'per le zone dove l'ADSL terrestre (condomini , campeggi , agriturismi , case in montagna , ecc.) è un miraggio questa rappresenta veramente l'unica soluzione definitiva e funzionale '
Per info contattatemi
Il digital divide in Italia è definitivamente sconfitto grazie al
nuovo satellite Eutelsat KA-SAT che fa una sorpresa estiva a tutti gli
italiani. A solo un anno dall’entrata in servizio del nuovo Tooway,
l’internet via satellite aumenta la sua velocità non toccando il prezzo.
Superando tutte le previsioni, la messa a punto del sistema ha
comportato che la piattaforma di Skylogic raggiungesse i 18 mega di
downlink: quasi il doppio dell’iniziale offerta a 10 mega di velocità. La tariffa per abbonamento mensile è rimasta però inalterata, rendendo il sistema estremamente competitivo rispetto alla banda terrestre .
La prima azienda a lanciare abbonamenti in Europa è Open Sky,
principale distributore europeo di Tooway, che propone tre profili con
caratteristiche più elevate ma dal costo invariato: OPEN SKY 8 MEGA, a
19,90 euro; OPEN SKY 12 MEGA, a 35,90 euro e OPEN SKY 18 MEGA a 49 euro.
Nei primi due profili il prezzo del kit Tooway (modem e parabola)
ammonta rispettivamente a 99 e 49 euro, rispetto a 199 euro iniziali,
mentre con il profilo OPEN SKY 18 MEGA il kit è gratuito.
Tooway si è affermato come sistema altamente innovativo a tariffa
flat e soprattutto disponibile per tutti, nessuno escluso, perché il
segnale satellitare riesce ad arrivare alle massime prestazioni
veramente ovunque, superando ogni barriera fisica. Tooway e Open Sky,
dopo aver definitivamente sconfitto il digital divide, portando la banda
larga in ogni luogo del Paese, hanno di fatto anticipato l’obbiettivo
verso le tappe dell’Agenda Digitale italiana, che si prefiggeva la
digitalizzazione come servizio universale entro il 2013.
ATTENZIONE , AGGIORNAMENTO del 4 DICEMBRE 2012: Sono cambiate alcune condizioni di fornitura e tipologia di servizio , prego consultare http://www.open-sky.it/tooway/ per verificare le nuove offerte
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02 maggio 2012
Truffa "paga 100 Euro di multa per sbloccare PC"
Negli ultimi giorni mi è capitato già alcune volte imbattermi in un PC di un conoscente e/o amico che ha chiesto il mio aiuto perchè si era ritrovato improvvisamente questa schermata del monitor:
(clicca sull'immagine per ingrandire)
.... E' UNA TRUFFA ---- NON PAGATE NULLA !!!
Il computer è completamente bloccato , non si riesce a dare nessun comando , solo leggere il contenuto che è volutamente inquietante .... però a pensarci bene , se fosse vero quanto scritto vi pare che la Polizia Postale chiederebbe 100 Euro per "sbloccare" il computer ???....
Meno male che invece di pagare alcuni hanno giustamente telefonato alla Polizia Postale e si sono sentiti rispondere che è un virus che si è installato nel pc e quindi di non preoccuparsi per il contenuto dell'avviso ma piuttosto di "ripulire" il computer , magari con l'aiuto di un tecnico.
Il virus un questione si chiama "ransomware" , è già qualche annetto che gironzola in Rete e questa non è altro che l'ultima delle sue varianti ...(tempo fa era dei Carabinieri , successivamente della Guardia di Finanza , ecc).
In rete si trovano numerosi consigli e/o modi per cancellare l'intruso truffaldino .....
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Aggiornamento del 12/08/2012:
Questa volta è toccato alla Guardia di Finanza , virus sempre lo stesso ... cambia un po il 'minaccioso' cartello:
... e per farlo fuori ho utilizzato questo sistema:
- Avviato il pc il mod provvisoria con rete (premere F8)
- Installato malwarebyte scaricato da qui: SCARICA versione 1.6
- Aggiornato il programma, tramite la sua interfaccia, con le ultime definizioni di malware e poi fatto una scansione veloce.
- Riavviato il pc ancora in modalità provvisoria e nuova scansione , questa volta completa.
- Riavviato , .... problema risolto.
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